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Ricomincio da me

  • 18 ott 2017
  • Tempo di lettura: 2 min

In un modo o nell’altro ti trovi a fare i conti con te stesso, così nel pullman dove fuori piove, la mattina quando ti specchi nella tazza di latte, alla sera quando cerchi di dormire, in una pausa dalle faccende quotidiane, incominci a pensare a cosa vuoi di più, a quale sorriso vorresti vedere alzando la testa stirandoti dalla posa statica dello studio.

Allora immagini, inizi a volare, i tuoi occhi mirano la porta e traguardano al giorno in cui le tue più vive speranze possono realizzarsi, e fantastichi, e immagini, e più avanti vai più è difficile ritornare su quella sedia nel buio della camera.

Quella luce fioca che illumina le parole sul libro diviene un forte raggio di sole di una giornata al mare.

I pensieri e le malinconie se le portava il vento, la sabbia bollente ti scottava e la vita sembrava più facile da prendere in braccio, alzare e gettare in acqua.

Lei sorrideva, lei amava stare stesa, sul telo, a pancia in giù, con i suoi occhiali da sole che riflettevano il tuo sorriso. Tornare al quel preciso istante, tornare a non saper cosa fare ma riuscire a stare bene e felici.

Le nuvole dall’orizzonte si fanno scure, il cielo si copre e le gocce della pioggia ti arrivano in faccia.

Ti alzi, chiudi la finestra e torni lì al quel momento. Non c’è più. Fuori piove.

Fuori tutto scorre, si rincorre e non ha pause, dalla stanza posso vedere le piccole storie tutte insieme, sono fuori dal mondo; fuori da tutto. A stare qui mi sembra che il tempo si sia fermato. Continua a scorrere?

Per mia sfortuna, sì. Scorre? Macché, precipita. Il passato aumenta e il futuro diminuisce. Le possibilità si assottigliano, i rimpianti crescono. Come ho fatto ad arrivare a questo punto, quali sono stati i cambiamenti più importanti?

Vado allo specchio, cerco allungando il mento ora a destra ora a sinistra, niente; provo a guardarmi dentro il lago del cuore, riflette: ricordi, volti, emozioni, sentimenti. Gli occhi si chiudono, li riapro e sono ancora sulla mia scrivania… il tempo macina secondi, minuti e ore.

Ti accorgi, alla fine del viaggio, che ci sei tu e tu. Allora prendi coraggio, riprendi con forza te stesso e ti spingi alla porta.

Ricomincio da qui. Ricomincio da me.

Grazie per l'attenzione,

Antonio

Ricomincio da qui. Ricomincio da me!


 
 
 

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